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I GIOVANI PER I GIOVANI
Le politiche giovanili dei ragazzi ulivisti
Negli
ultimi anni abbiamo assistito al progressivo riavvicinarsi
dei giovani all'impegno pubblico e alla partecipazione
politica.
Dai movimenti di critica alla globalizzazione
neo - liberista alle battaglie sulla questione
morale, la giustizia e l'informazione dei girotondi;
dal movimento pacifista contro la guerra in Iraq
al movimento dei lavoratori contro un'eccessiva
flessibilizzazione del mondo del lavoro; dalla
battaglia al fianco dei migranti contro la legge
Bossi - Fini e per il riconoscimento dei diritti
di cittadinanza al movimento degli studenti contro
la riforma Moratti e il processo di declino del
sistema universitario e di ricerca; una intera
generazione ha fatto emergere con forza la propria
identità.
Quella che ha mosso queste centinaia di migliaia
di ragazze e ragazzi in una marcia ideale lungo
tutta Italia da Genova ad Assisi, da Roma a Firenze
è stata da una parte una profonda indignazione
nei confronti delle ingiustizie e delle diseguaglianze
che assillano questo sempre più piccolo
e intricato mondo e che ha portato per la prima
volta una generazione a manifestare e protestare
non per sé ma per gli altri; dall'altra
i bisogni materiali, le istanze quotidiane, l'esigenza
di nuovi diritti ai quali il governo di centrodestra
non ha saputo e non riesce a dare risposta.
Sarebbe riduttivo, per la politica in particolare,
leggere questi due fenomeni come slegati e indipendenti
l'uno dall'altro.
La nuova partecipazione giovanile - che va dalla
partecipazione a una singola manifestazione alla
militanza in organizzazioni politiche, passando
per l'impegno nelle associazioni di volontariato
- fa emergere una generazione sospinta da una
forte tensione etica sui temi internazionali e
da nuovi bisogni che non trovano soluzione nel
nostro stato sociale.
Una generazione che tiene insieme impegno locale
e cittadinanza globale. Una generazione insicura,
nel senso che quello che chiede alla politica,
al governo, alle istituzioni è di essere
accompagnata oltre la paura nel futuro, lavorando
per un mondo di pace più sicuro e più
giusto, e per uno stato sociale che rinnovi le
sue reti di protezione e sia in grado di rispondere
ai bisogni emergenti.
La questione generazionale che si pone non viene
vissuta dalle giovani in termini di "scontro",
come ha tentato di affermare qualche anno fa il
commissario europeo Mario Monti, ma siamo di fronte
a trasformazioni sociali che hanno determinato
il fatto che l'unico welfare a disposizione delle
ragazze e dei ragazzi italiani sia quello familiare.
La politica deve farsi carico di questa questione.
L'Ulivo per primo vuole farsene carico, consapevole
del fatto che vincere la sfida per il futuro delle
nuove generazioni significa costruire il futuro
della nostra società e affrontare la sfida
per la modernizzazione del nostro Paese.
Parlare di giovani in passato ha spesso significato
ragionare di disagio sociale, limitandosi ad affrontare
i nuovi problemi solo in termini di emergenza,
agendo solo sugli effetti senza indagarne le cause
più profonde. Se è vero come è
vero che esistono due tipi di disagio, l'uno causato
da patologie reali e l'altro - risolvibile - determinato
dal passaggio all'età adulta, sinora la
politica e i governi a tutti i livelli si sono
dedicati in maniera preponderante al primo, dimenticando
di attivare politiche di promozione necessarie
a garantire quell'eguaglianza nelle opportunità
che l'Ulivo vuole mettere al centro della propria
azione di governo per il futuro.
Riscontriamo la necessità di ragionare
di un nuovo patto tra le generazioni, che nulla
tolga a quelle più anziane, ma garantisca
un futuro più sicuro ai nostri ragazzi.
Un patto che garantisca un diritto di cittadinanza
attiva alle nuove generazioni, che ne liberi le
tante energie inespresse a causa dei tanti lacci
ancora imposti alle loro capacità, alle
loro intelligenze e alle loro creatività.Nel
sociale, nella sanità, nell'ambiente le
nostre terre, le nostre amministrazioni hanno
saputo anticipare i cambiamenti, cogliere prima
e meglio dei governi nazionali le nuove esigenze,
farsi pionieri nella costruzione di reti di protezione
per le famiglie e gli individui.
L'Ulivo crede che Reggio Emilia, ancora una volta
e in piena continuità con la propria tradizione,
possa farsi avanguardia nella costruzione di un
nuovo welfare per la promozione delle opportunità
delle giovani generazioni.
Dal governo dei nostri comuni e della nostra provincia
vogliamo contribuire a sanare un deficit di garanzie
e tutele che è prima di tutto nazionale,
così da iniziare a costruire dal basso
uno stato sociale rinnovato.
Siamo consapevoli dell'esistenza di una questione
legata alla rappresentanza delle giovani generazioni,
non vogliamo negare questo problema e intendiamo
farcene carico pienamente.
Ma il problema della rappresentanza non troverà
compiutamente una risoluzione sino a quando non
ci sarà un completo riconoscimento del
ruolo dei giovani nella società attraverso
la promozione di un diritto di cittadinanza attiva
e sovrana senza cui non vi può essere consapevolezza
e partecipazione e la frattura tra giovani e politica
tenderà inevitabilmente ad allargarsi.
Nella nostra realtà sono presenti e operano
attivamente molte associazioni giovanili o che
a vario titolo si occupano di giovani generazioni.
L'associazionismo, la cooperazione, il privato
sociale hanno contribuito in maniera straordinaria
alla coesione sociale della nostra comunità,
per questo l'Ulivo crede sia necessario continuare
ad investire in questo campo, scoprendo nuove
aree di collaborazione, rifinanziando i progetti
già in campo e attivandone di nuovi.
Per noi investire sul terzo settore vuol dire
dare una prima risposta locale alla finanziarizzazione
dell'economia mondiale, vuol dire introdurre soggetti
stabilizzanti nella nostra economia, vuol dire
iniziare a dare risposta a un problema reale della
società italiana: la bassa mobilità
sociale e un bassissimo accesso delle giovani
generazioni al fare impresa.In Italia e anche
in provincia di Reggio Emilia esiste la necessità
di "democratizzare il fare impresa"
legato anche e soprattutto alle difficoltà
di accesso al credito.
Una nuova classe imprenditoriale, nuove e giovani
imprese che nascono sono la prima e più
efficace soluzione alla crisi di competitività
e di innovazione della nostra industria e al trasferimento
e alla delocalizzazione dei vecchi comparti industriali.
Per questo il nuovo welfare delle opportunità
che immaginiamo deve anche comporsi di strumenti
di investimento sulle idee e le capacità
delle giovani generazioni.Una vera autonomia delle
giovani generazioni non si può ottenere
però senza una forte politica di diritto
alla casa e all'abitazione.
L'espansione del polo universitario, il crescente
flusso di immigrati extracomunitari e non verso
la nostra provincia, il rialzo dei costi degli
affitti e del prezzo delle case dai connotati
sempre più speculativi sono tutti elementi
che ci spingono a proporre tutta una serie di
strumenti per affrontare con decisione questo
argomento.
Crediamo che per costruire quel sistema articolato
e strutturato di opportunità, diritti e
garanzie che abbiamo chiamato welfare delle giovani
generazioni siano necessarie più che in
passato forme di coordinamento delle azioni che
le nostre amministrazioni metteranno in campo.
Per questo le nostre amministrazioni dovranno
dotarsi di assessorati alla politiche giovanili
opportunamente finanziati che possano trovare
un momento di sintesi provinciale in una consulta
provinciale per le politiche giovanili dove darsi
indirizzi e strategie d'azione comuni.
La creazione, al contempo, di un Forum provinciale
dei giovani, composto da tutte quelle associazioni
giovanili o da altri soggetti che in qualche modo
si occupano di loro, può costituire un
altro straordinario strumento capace di rappresentare
un luogo d'incontro, dialogo e confronto di un'intera
generazione.
Le
nostre proposte per un welfare delle opportunità
per le giovani generazioni
Politiche
di incentivi e investimento per le nuove imprese
giovanili
(di carattere cooperativo e non).
Politiche attive per l'accesso al credito.
Con la promozione di tavoli di concertazione tra
banche e amministrazioni pubbliche e la creazione
di un fondo pubblico di garanzia.
Politiche per la buona e piena occupazione,
in particolare nei confronti delle fasce tuttora
più deboli come le giovani donne anche
attraverso l'implementazione dei centri pubblici
per l'impiego.
Un piano di sviluppo urbanistico attento ai
bisogni di nuovi luoghi e spazi sociali (privati
e non) attraverso varie forme di incentivi e per
le associazioni una piena applicazione della legge
sull'associazionismo (383/2000).
Un piano di finanziamento alla ricerca concertato
e cofinanziato con le imprese, gli attori sociali
e l'università.
Potenziamento e sviluppo del polo universitario
anche attraverso l'attivazione di nuove facoltà
e nuovi corsi di laurea.
Sviluppo dell'impiantistica sportiva a
beneficio sia delle associazioni sportive che
di singoli cittadini che praticano sport a livello
non agonistico.
La realizzazione di una Carta Giovani provinciale
che consenta ad esempio l'accesso gratuito o a
prezzi ridotti a teatri, musei, cinema, biblioteche
o che agevoli l'acquisto di libri, musica, computer.
Attivazione delle nuove forme di produzione
culturale (giovani artisti) e rifinanziamento
delle esperienze positive già esistenti.
Potenziare gli interventi già attivi
nell'ambito dei progetti di prevenzione quali
Infobus e Unità di prevenzione, insieme
ad un approfondimento del lavoro di strada nell'approccio
di gruppi informali di giovani ragazze e ragazzi.
Implementazione e attivazione di servizi e
strutture per gli studenti delle medie superiori
e universitari (biblioteche, mense, alloggi, trasporti,
luoghi ricreativi).
Politiche per il diritto alla casa attraverso
gli strumenti della fiscalità e degli incentivi.
L'attivazione di una Credit Card formativa
a disposizione di tutti gli studenti iscritti
al primo anno di scuola secondaria superiore che
disponga di un piccolo budget da utilizzare quale
contributo che l'amministrazione locale riconosce
a ogni studente per il proprio percorso di studi
.
Accompagnare la flessibilità del lavoro
con nuove tutele, in particolare proponiamo,
di rendere detraibili le spese di formazione per
i ridurre i rischi d'espulsione dal mercato del
lavoro e per garantire il continuo aggiornamento
nell'ottica della formazione permanente; di estendere
l'istituto dell'indennità di disoccupazione
per i lavoratori parasubordinati; l'estensione
del reddito minimo d'inserimento.
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