17 maggio 2006:
nasce il Governo Prodi

Ore 16,30: camice bianche, tailler e sorrisi, la squadra del Professore si presenta al completo nella sala tutta specchi e dorature del Quirinale per presare giuramento alla Costituzione davanti al nuovo capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Il più emozionato, a quanto dice, è Clemente Mastella che confessa di aver pregato prima di entrare e ha piazzato a Ceppaloni, la città dove è sindaco, un maxischermo per la diretta della cerimonia. I flash abbagliano i 25 ministri e il presidente del Consiglio. Strette di mano, qualche incertezza tra i neofiti come Santagata che si scorda il decreto di nomina e deve fare un secondo giro delle sedie, Arturo Parisi che non si ricorda a memoria il giuramento, tre lampadari che si spengono un secondo quando firma Antonio Di Pietro e di Alessandro Bianchi, visibilmente emozionato.

Entrando Prodi dice che anche su viceministri e sottosegretari «ormai è fatta». Confessa che l'ultima riunione per definire la squadra è stata «difficile», «ma senza sangue».
Poi il Professore va a Palazzo Chigi per incontrare Silvio Berlusconi. Il passaggio di consegne è codificato nel rito della campanella, il simbolico passaggio di funzioni attraverso la consegna della campanella con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri "governa" le riunioni del Consiglio dei ministri.

«Quella del governo non è un insieme di individui ma è una squadra coesa e omogenea» dice a caldo il premier designato dopo aver letto l'elenco dei nomi dei nuovi ministri.

E infine, prima di lasciare il Quirinale, scherza con i cronisti sul fatto che anche nel '96 ricevette l'incarico e formò il suo governo il 17 maggio: «È davvero una bella combinazione, 10 anni fa lo stesso giorno - dice sorridendo il neo presidente del Consiglio - ma oggi non è venerdì 17».

La prima riunione del Consiglio dei ministri del secondo governo Prodi si terrà nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, probabilmente intorno alle 17.30. La seduta dovrebbe limitarsi alla nomina, essenziale per il funzionamento dello stesso Consiglio, del sottosegretario alla presidenza con funzioni di segretario del plenum di governo. I segretari alla Presidenza si sa che saranno due: Enrico Letta e Enrico Micheli, entrambi della Margherita.
Nel primo Cdm verranno conferitele anche deleghe ai ministri senza portafoglio. Si sa che a Giovanna Melandri andrà un ministero "ai Giovani e allo Sport". Giulio Santagata dovrebbe avere la reponsabilità dell'Attuazione del Programma. Il napoletano Nicolais all'Innovazione tecnologica. Linda Lanzillotta agli Affari regionali. Rosy Bindi si occuperà di Famiglia. Chiti, avrà i Rapporti con il Parlamento e le Riforme. Mentre a Emma Bonino, forte della sua esperienza a Bruxelles, spetterà il coordinamento con le Politiche Comunitarie. La Pollastrini alle Pari Opportunità.

Poi giovedì, alle ore 12, il nuovo governo di Romano Prodi si presenterà al Senato per il dibattito sulla fiducia. Lunedì prossimo invece sarà la volta della Camera dei Deputati.

 

Ecco la lista dei ministri della XV legislatura

 

Ministri senza portafoglio:

Vannino Chiti, Luigi Niccolais, Linda Lanzillotta, Emma Bonino, Giulio Santagata. Barbara Pollastrini, Giovanna Melandri e Rosy Bindi

 

Ministri con portafoglio:

  • Esteri: Massimo D´Alema anche vicepremier
  • Beni e attività culturali: Francesco Rutelli anche vicepremier
  • Interno: Giuliano Amato
  • Giustizia: Clemente Mastella
  • Difesa: Arturo Parisi
  • Economia e finanze: Tommaso Padoa Schioppa
  • Sviluppo economico: Pierluigi Bersani
  • Infrastrutture: Antonio Di Pietro
  • Trasporti: Alessandro Bianchi
  • Politiche agricole, alimentarie forestali: Paolo De Castro
  • Lavoro e previdenza Sociale: Cesare Damiano
  • Comunicazione: Paolo Gentiloni
  • Salute: Livia Turco
  • Istruzione: Giuseppe Fioroni
  • Università e ricercaca: Fabio Mussi
  • Solidarietà Sociale: Paolo Ferrero
  • Ambiente: Alfonso Pecoraro Scanio